7. La rinascita economica di Berlino all’origine del un nuovo trend dell’immigrazione

Berlino ha vissuto dopo l’unificazione un quindicennio relativamente lungo e difficile prima di ritrovare un nuovo equilibrio sociale ed economico. In tale periodo la città subí un forte esodo di abitanti, in particolare e in modo significativo di cittadinanza tedesca. La rinascita della città non è solo dovuta al fatto di essere nuovamente la capitale della Germania, ma anche al sorgere di numerose iniziative economiche in larga parte lontane dalle attività manifatturiere tradizionali come l’informatica ma anche nei settori del terziario in genere e del turismo, ove Berlino è divenuta la terza meta tra le capitali europee, e in misura minore dell’edilizia. Tale cambio di “marcia” dell’economia ha richiamato nuovi abitanti dalla Germania e dall’estero.

Prima di esaminare gli impatti della recente ondata di immigrazione italiana a Berlino pensiamo che sia utile dare uno sguardo, per ovvie ragioni forzatamente veloce, all’evoluzione dell’economia della città nel periodo post-unificazione, ovvero a partire dal 1991, anno in cui i dati della Berlino finalmente unificata sono disponibili per la prima volta, comparandoli con l’andamento economico da un lato di  tutta la Germania e dei “nuovi” Länder ex-DDR e, dall’altro, delle città tedesche più importanti, in modo da avere anche un raffronto più omogeneo rispetto a quello riferito a tutto il territorio della Germania.

Al momento dell’unificazione tedesca, nel 1990, quella che allora si chiamava ancora “Berlino Ovest” usciva da un lungo e difficile periodo in cui era stata fortemente sostenuta logisticamente e finanziariamente sotto forma di facilitazioni fiscali e trasferimenti dalla Repubblica federale, pur permanendo sotto un regime amministrativo distinto sulla base degli accordi tra le potenze vincitrici. In tale momento l’indice del prodotto lordo di Berlino ovest e il suo reddito disponibile per abitante a prezzi correnti (anno 1970  pari a 100) erano, rispettivamente, del 7,5% e del 6% inferiori a quelli della Germania federale. Il numero degli abitanti, di poco superiore a 2,1 milioni, era praticamente invariato rispetto a venti anni prima, dopo essere sceso sotto i due milioni all’inizio degli anni ottanta,  mentre la Germania federale mostrava un incremento del 4% nello stesso periodo. Le statistiche di Berlino unita del 1992 mostrano un apporto di circa 1,3milioni di abitanti da parte di Berlino est.

Nel periodo immediatamente successivo all’unificazione, come si può vedere nel grafico 7.1 (indice su base 1991 = 100), la dinamica del prodotto lordo della neo capitale tedesca approfitta della crescita innestata da pesanti investimenti nei nuovi Länder ed  è superiore a quella del paese. Ma il periodo di crescita è breve e dura solo fino a metà circa degli anni novanta quando la tendenza si inverte e la differenza tra l’indice a prezzi costanti del prodotto lordo della Germania e quello di Berlino mostra valori positivi crescenti (ovvero: indice per la Germania superiore a quello di Berlino). Solo a partire dalla metà del decennio scorso l’indice di Berlino riesce a riprendersi seguendo fondamentalmente l’evoluzione di quello tedesco, beneficiando peraltro di una minore caduta all’avvento della crisi economica nel 2008 grazie alla maggiore componente della spesa meno sensibile all’andamento della congiuntura, ad esempio della mano pubblica.

Grafico7.1.Evoluzione indice del PIL a prezzi costanti tedesco e berlinese (1991 = 100).Grafico.7.1Fonte: rielaborazione su dati Destatis e Ufficio statistico di Berlino-Brandeburgo

Il grafico seguente (grafico 7.2, ove la base 100 viene fatta coincidere con il 1996) mette bene in evidenza la relazione tra l’andamento della crescita di Berlino con quella dei nuovi Länder . La cesura a metà degli anni novanta portò nei nuovi Länder, a una brusca riduzione del tasso di crescita che scese dal 12% a meno del 2% nel periodo 1994-97, mentre a Berlino si riscontrò un andamento addirittura negativo. Nel 1995 il PIL berlinese si ritrovò quindi, dopo un periodo di moderata caduta, di nuovo al livello che mostrava al momento dell’unificazione.

Grafico 7.2. Evoluzione indice del PIL di Berlino vs. Germania e nuovi Länder (1996= 100)Grafico.7.2Fonte: rielaborazione su dati Destatis e Ufficio statistico di Berlino-Brandeburgo

È facile vedere in entrambi i casi un nesso tra l’inversione di tendenza della crescita e la forte riduzione degli investimenti, che nel periodo successivo alla unificazione erano stati forzati anche per potere far fronte ai fabbisogni urgenti di una infrastruttura fatiscente lasciata in eredità dalla Repubblica Democratica nonché alle esigenze di Berlino, nuova capitale. A tale evoluzione non erano estranei i vincoli di bilancio dello Stato tedesco che proprio in quel periodo si trovò a infrangere le regole di Maastricht con un deficit del bilancio statale oltre al 3%. Il grafico 7.3 mostra come, dopo un picco nel 1997, gli investimenti a Berlino subirono un rapido dimezzamento nei sei anni successivi. Il grafico 7.3 mostra anche la forte dipendenza degli investimenti dal settore delle costruzioni, altro indice del forte intervento pubblico.

Grafico 7.3.Evoluzione degli investimenti lordi a Berlino e loro percentuale sul PILGrafico.7.3Fonte: rielaborazione su dati Ufficio statistico di Berlino-Brandeburgo

L’andamento nei nuovi Länder è stato ancora più drammatico come si può vedere nel grafico 7.4, ove il rapporto tra gli investimenti lordi e il PIL raggiunse un massimo del 50% circa nel 1994. Nel triennio seguente l’inizio del processo di riduzione, nel 1995, del livello degli investimenti, ovvero due anni prima della loro inversione di tendenza a Berlino, il tasso di crescita dell’economia, come accennato sopra, cadde dal 12% a meno del 2%. È possibile immaginare, in particolare attraverso la domanda aggregata, un rafforzamento vicendevole dell’andamento delle economie geograficamente contigue di Berlino e dei nuovi Länder.

Grafico 7.4: Nuovi Länder – Investimenti lordi e loro percentuale sul prodotto lordo a prezzi correnti Grafico.7.4Fonte: Volkswirtschaftliche Gesamtrechnung der Länder (Contabilità unificata dei Länder)

Si cercherebbe invano nel seguente grafico 7.5 una corrispondenza chiara tra i movimenti migratori e l’evoluzione del PIL a Berlino come invece è evidenziato dal grafico 5.1 dell’intervento 5 relativamente alla Germania intera. Il quadro è complicato dal processo di aggiustamento della struttura economica di Berlino innestatosi a partire dal momento dell’unificazione che appare avere avuto termine alla metà del decennio scorso allorché i movimenti delle due curve hanno preso ad andare in sincronia, incluso il momento di crisi nel 2008-09 che, come già detto sopra, colpì la capitale tedesca in misura minore del paese.

Interessante è anche notare che la popolazione di cittadinanza tedesca ha mostrato una mobilità sensibilmente maggiore a quella degli stranieri (il suo saldo è dato dalla differenza tra la linea rossa e la linea verde). Mentre il saldo dei secondi mostra un valore negativo nel solo 2009, anno di crisi, il saldo della popolazione tedesca è negativo – e di un profondo rosso nel 1997: ben  – 29 mila persone – fino al 2007 allorchè il saldo fu positivo per sole 2mila persone circa. Anche questi dati, che possono apparire sorprendenti in un primo momento, trovano la loro spiegazione nelle modificazioni problematiche della struttura economica di Berlino.

Grafico 7.5.Confronto tra la curva del PIL di Berlino e i movimenti migratoriGrafico.7.5Fonte: rielaborazione su dati Ufficio statistico di Berlino-Brandeburgo

La tabella seguente (tabella 7.1) mostra le modificazioni avvenute nel tessuto economico di Berlino a partire dell’unificazione  sulla base dell’evoluzione della composizione del valore aggiunto lordo della città. Per un paragone sono evidenziati anche i dati di tre città tedesche comprese tra le cinque più grandi della Germania. È evidente una forte spinta alla terziarizzazione, particolarmente forte negli “altri servizi”. Le altre città mostrano vocazioni diverse: Francoforte quale centro finanziario grazie alle banche, Amburgo quale città commerciale grazie al porto, Monaco con un portafoglio equilibrato che riproduce più da vicino tra le quattro città i valori del paese. Significativa è la differenza dei valori degli “altri servizi” mostrati dalle tre città rispetto a quello di Berlino.

Tab. 7.1.Composizione percentuale del valore aggiunto lordo a prezzi correntiFonte: Vari uffici statistici, Destatis, 2014.Fonte: Vari uffici statistici, Destatis, 2014.

Per comprendere meglio l’evoluzione del tessuto economico di Berlino si possono analizzare i dettagli disponibili delle varie posizioni principali come mostra la seguente tabella 7.2. Le crescite più vivaci sono evidenziate dal settore delle costruzioni e dal settore alberghiero e della ristorazione grazie a un’ attività turistica in forte aumento, ma partendo da percentuali relativamente basse rispetto al valore aggiunto totale di Berlino. Degna di nota e in sintonia con la crescita dell’attività edilizia è la percentuale elevata dei servizi di intermediazione immobiliare che sono anche caratterizzati da una discreta dinamica. Ciò non sorprende in una città che ha attirato recentemente molti capitali nel settore immobiliare e ove le commissioni di intermediazione possono essere considerate proibitive (7,14% del prezzo di vendita rispetto alla metà prevalente nel resto della Germania).

Da segnalare in particolare è anche la forte attività nel settore dell’informatica e comunicazione. Berlino è una città contraddistinta da numerose start-up’s in questo settore. Infine, tra i servizi è elevata in particolare la dinamica delle spese per l’istruzione e la salute.

Tab. 7.2. Berlino, percentuali sul totale del valore aggiunto lordo di settori selezionati ed evoluzione dei rispettivi indici Tab.7.2Fonte: Ufficio statistico di Berlino-Brandeburgo

Nel prossimo intervento cercheremo di analizzare gli effetti dell’evoluzione economica di Berlino su prezzi, la produttività, l’occupazione e le retribuzioni in modo da evidenziare gli aspetti che contribuiscono all’attrazione della città per chi viene da fuori.

La Redazione

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