6. L’emigrazione italiana a Berlino: forte accelerazione dal 2010

L’emigrazione italiana a Berlino, come e più che nel resto della Germania, ha subito una forte accelerazione negli ultimi quattro anni. Berlino ha beneficiato della propria posizione di capitale di una Germania unificata e di altri fattori che, con ritardo rispetto ad altre città tedesche, hanno attratto una crescente immigrazione sia di comunità estere sia, fatto chiave, di nuovi residenti di cittadinanza tedesca.

Dopo avere prevalentemente dedicato negli interventi precedenti la nostra attenzione al quadro generale dell’emigrazione italiana in Germania, passiamo ad analizzare brevemente la sua evoluzione a Berlino. Come detto in altra sede, la popolazione italiana nella capitale tedesca sarà l’argomento centrale del nostro blog.

I dati dell’Ufficio statistico di Berlino – Brandeburgo mostrano appieno l’accelerazione dell’emigrazione italiana degli scorsi quattro anni, superiore a quella mostrata nella metà degli anni novanta, anch’essi caratterizzati da un andamento insoddisfacente dell’economia del nostro paese. L’utilizzo dei dati dell’Ufficio statistico di Berlino e Brandeburgo è preferibile rispetto a quelli dell’Ufficio centrale tedesco di statistica (Destatis) poiché questi ultimi non tengono conto, per ragioni tecniche altrove specificate, delle registrazioni degli ultimi anni se non provenienti da fonti diverse da quelle dell’Ufficio statistico berlinese.

Grafico.6.1. Evoluzione della popolazione italiana a Berlino dal 1998 al 2013.Fonte: Amt für Statistik Berlin-BrandenburgFonte: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg

La dinamica della popolazione di cittadinanza italiana a Berlino, che ha portato il suo numero a superare le 22mila unità alla fine del 2013 (Grafico 6.1), si è rivelata maggiore sia della popolazione residente totale sia di quella di cittadinanza non tedesca come viene evidenziato dal Grafico 6.2. La quota dei residenti italiani su tutta la popolazione straniera ha raggiunto alla fine del 2013 un massimo del 4,2%, raddoppiando quasi il valore dell’inizio degli anni novanta, e dello 0,7% sul totale della popolazione residente, più del doppio del valore nel 1992. Anche negli anni precedenti al 2010 la quota degli italiani residenti a Berlino aveva mostrato un aumento, anche se più debole, a causa della sostanziale stagnazione sia della popolazione di cittadinanza tedesca sia di quella straniera (Tabella 6.1).

Grafico.6.2. Percentuale della popolazione residente italiana sul totale e sulla popolazione estera a BerlinoGrafico.6.2. % della popolazione residente italiana sul totale e sulla popolazione estera.Fonte: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg

È interessante notare che la dinamica della popolazione di cittadinanza italiana sia tra le maggiori a Berlino e inferiore solo a quella di paesi dell’est europeo quali la Romania e la Bulgaria o della Spagna (Tabella 6.1). Non è sorprendente constatare che questi  paesi siano tra i più colpiti dalla recente crisi economica che può essere anche essere considerata responsabile della forte accelerazione della crescita media degli stranieri residenti che passa dallo 0,5% annuo nel periodo 2000-2010 al 5,6% nei tre anni seguenti.

Come nei dati della statistica nazionale la comunità turca si muove in controtendenza mostrando una diminuzione da 127mila residenti nel 2000 a 100mila nel 2013, in parte imitata da quella dei paesi dell’ex-Jugoslavia. Anche a Berlino la riduzione della popolazione turca deve essere vista tenendo conto dell’alto numero delle naturalizzazioni che sono ammontate nel periodo 2007-2012 a 11.229 persone, rappresentando ben il 28% di tutte le naturalizzazioni della capitale.

Tab.6.1.Composizione della popolazione residente di Berlino secondo il paese di origine.Fonte: Amt für Statistik Berlin-BrandenburgFonte: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg

È importante inquadrare l‘evoluzione demografica berlinese nell’ambito più vasto dei movimenti migratori in Germania. Pur tenendo conto della correzione negativa per una sovrastima apportata in seguito ai risultati del censo del 2011, si può dire sulla base dei dati di Destatis che la popolazione di cittadinanza tedesca abbia subito dagli anni novanta una quasi costante riduzione annua di 100mila unità circa, mentre gli stranieri, dopo un periodo di lieve diminuzione a partire dal 1995 pari in media a circa 20mila unità all’anno, hanno ripreso a crescere fortemente negli anni successivi al 2011 al ritmo annuo di circa 300mila unità. È utile qui ricordare come la crescita dell’economia tedesca abbia mostrato un andamento sostanzialmente debole negli anni novanta fino alla metà del decennio scorso.

La popolazione delle maggiori città tedesche (Tabella 6.2) ha invece segnato nel periodo di osservazione un aumento dei residenti sia di cittadinanza tedesca sia di quella straniera con l’eccezione delle città del bacino della Ruhr (Essen e Dortmund) che hanno mostrato nel periodo 2000-2013 una flessione continuando a risentire della conversione industriale conseguente alla crisi dell’industria pesante.

Particolarmente dinamica è stata l’evoluzione della popolazione di Monaco grazie a un andamento dell’econopmia particolarmente favorevole, seguita per ragioni analoghe da quelle di Stoccarda e Francoforte. Non è un caso che in tutte e tre le città, situate nel meridione della Germania, si sia assistito anche a un consistente aumento dei residenti di cittadinanza tedesca attratti dalle occasioni di lavoro e di vita – nel caso di Francoforte e Stoccarda anche più forte dell’aumento dei residenti stranieri, contrariamente all’andamento globale nel paese.

Tab.6.2.Sviluppo demografico delle 10 maggiori città tedesche.Fonti: Uffici statistici div. Città, Destatis, 2014.Fonti: Uffici statistici di diverse città, Destatis, 2014.

Il caso di Berlino si differenzia dagli altri poiché la sua crescita è riconducibile a fattori sostanzialmente diversi rispetto a quelli di cui ha prevalentemente beneficiato il meridione della Germania. Tali fattori possono essere identificati con l’essere divenuta la capitale della Germania unificata e con un ritorno di crescita tardivo rispetto alle città del meridione perché indotto, in assenza di un forte tessuto industriale, da attività del settore terziario, dell’edilizia – questa in parte sostenuta dalla forte spesa della mano pubblica –  e dalla vitalità crescente di iniziative nel settore delle piccole imprese. Occorre ricordare qui come la città abbia fortemente sofferto durante tutto il periodo della divisione tedesca. Solo forti incentivi fiscali e altri aiuti avevano artificialmente tenuto in vita Berlino Ovest mentre la parte orientale subiva tutte le conseguenze dell’irreparabile declino economico della Repubblica Democratica.

Come mostra il grafico 6.3 Berlino perdette abitanti di cittadinanza tedesca fino alla metà del decennio scorso. Soprattutto nel periodo iniziale dopo l’unificazione tale perdita di abitanti fu particolarmente forte e crescente fino al 1997 a mano a mano che le numerose e corpose facilitazioni fiscali venivano progressivamente abolite.  Solo a partire dal 2006 il saldo divenne positivo con un massimo nel 2010 superiore alle 14mila persone.

Tab.6.3.Movimento migratorio della popolazione tedesca di Berlino, serie storica.Fonte: Amt für Statistik Berlin-BrandenburgFonte: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg

Nel prossimo intervento vedremo di occuparci  dell’evoluzione economica di Berlino prima di dedicarci più in dettaglio all’immigrazione italiana a Berlino e, nella misura concessa dai dati accessibili pubblicamente, ai cambiamenti che essa ha provocato nella struttura della propria popolazione residente in modo da capirne meglio le cause.

La Redazione

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