3. Le regole di registrazione presso le anagrafi e il trattamento dei dati in Germania e in Italia: fonti di divergenze tra le statistiche

I dati statistici forniti dalle varie fonti in Italia e Germania presentano notevoli differenze che divengono particolarmente sensibili in situazioni di maggiore mobilità delle persone. Alla base di tali differenze sono, tra l’altro, i diversi criteri di raccolta dei dati e del loro utilizzo. Le differenze sono però di difficile lettura. 

Il fatto che differenti fonti siano utilizzate per la raccolta dei dati relativi ai movimenti demografici senza che avvenga, apparentemente, una quadratura e che si utilizzino sovente criteri differenti fanno si che nascano divergenze tra i dati, sovente considerevoli. Desideriamo esporre qui brevemente le differenze a nostro avviso più importanti tra le varie statistiche.

Cominciamo con la Germania. Per il residente esiste l’obbligo generale di segnalare presso l’anagrafe competente (“Meldebehörde”) la propria residenza in un appartamento entro, a  seconda del Land, una o due settimane dalla sua presa di possesso. Poiché è permesso in Germania mantenere più di una residenza, chi si registra deve specificare quale abitazione sia la principale nel caso di utilizzo di più abitazioni. Per una seconda abitazione, però, si è esenti dalla registrazione se il periodo di utilizzo non supera una durata di sei mesi – due mesi se l’abitazione principale si trova all’estero.

Per il cittadino straniero valgono però regole diverse che vengono disciplinate dalla Legge federale sul soggiorno (Aufenthaltsgesetz – AufenthG). Queste prevedono la richiesta di un permesso di soggiorno e, in casi specifici, un visto per l’entrata nel paese. In tale contesto, la posizione dei cittadini di provenienza da paese EU viene esentata da tale legge sulla base dell’articolo 1 e disciplinata invece dalla Legge federale sulla libertà di circolazione (Freizügigkeitsgesetz – FreizügG) che prevede un periodo libero di permanenza in Germania di tre mesi a condizione del possesso di un valido documento di identità. Dopo tale periodo la registrazione è obbligatoria, salvi naturalmente gli obblighi ai sensi della Legge sulla registrazione  in caso ad esempio di locazione di un appartamento.

Le registrazioni presso le anagrafi sono trasmesse ai vari  Uffici statistici dei vari comuni e Länder (ad es. per Berlino e il Brandeburgo: Amt für Statistik Berlin-Brandenburg, che gestisce separatamente i dati statistici per i due Länder) in chiave anonima. È importante tenere presente che occorre evitare l’errore di doppi conteggi quando residenze sono registrate in uffici dell’anagrafe differenti. Occorre peraltro anche ricordare che le statistiche degli uffici dell’anagrafe locali soffrono del mancato rispetto dell’obbligo della cancellazione da parte di chi lascia il proprio comune di residenza. Tale fenomeno porta a una sovrastima che viene corretta puntualmente e che bilancia in misura non nota il fenomeno della mancata registrazione.

A livello centrale le statistiche sulla popolazione sono tenute dall’Istituto federale di statistica di Wiesbaden (DestatisStatistisches Bundesamt). Per quanto riguarda le statistiche sugli stranieri (Ausländerstatistik) la sua fonte è rappresentata dal Registro centrale degli stranieri di Norimberga (Ausländerzentralregister – AZR), una banca dati che viene tenuta dall’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati di Norimberga (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge – bamf), il quale riporta al Ministero degli interni. A sua volta il Registro centrale si avvale come fonte per l’approvvigionamento dei dati di circa 560 Uffici per gli stranieri (Ausländerbehörden ovvero Ausländerämter) che hanno responsabilità amministrativa per quanti non hanno passaporto tedesco e risiedono stabilmente in Germania. Tali Uffici riportano ai rispettivi Länder di appartenenza e non all’amministrazione federale.

È importante tenere presente che le statistiche dell’AZR si differenziano da quelle delle anagrafi locali poiché contengono solo persone con una stabile residenza e sono quindi tendenzialmente più basse. Tale differenza tende ad aumentare in situazioni di maggiore mobilità della popolazione, come avvenuto in coincidenza con la recente crisi economica. Ci occuperemo in un prossimo intervento di tale differenza, che è particolarmente alta nel caso dei cittadini EU, arrivando sorprendentemente in taluni casi a superare il  50%. Tra le cause delle crescenti differenze alcuni fanno riferimento all’abolizione all’inizio del 2013 della conferma della mobilità di circolazione (Freizügigkitsbescheinigung – che aveva sostituito nel 2004 il permesso di soggiorno, l’Aufenthaltserlaubnis-EG) per le persone di cittadinanza EU. Tale documento veniva richiesto quale conferma della liceità della residenza in Germania in caso di controllo e non rappresentava quindi in sé una concessione di permesso. Dato che i singoli Uffici per gli stranieri applicano regole diverse a seconda del Land di appartenenza, i processi sono poco trasparenti. Si registra anche la non utilizzazione della fonte rappresentata dalle anagrafi comunali.

Sul versante italiano le cose sono più lineari ma non altrettanto semplici da interpretare.

l’Italiano che si è trasferito in Germania o in altro paese estero ha l’obbligo per legge ( n. 470 del 27.10.1988) di iscriversi all’Aire – Registro degli Italiani residenti all’estero qualora la permanenza prevista sia superiore ai dodici mesi. La registrazione deve avvenire entro i 90 giorni dall’espatrio. Tale obbligo riguarda anche gli Italiani nati all’estero e da sempre residenti fuori d’Italia come pure chi acquisisce la cittadinanza italiana in paese estero. Il registro viene tenuto presso il comune di ultima residenza italiana .

Un aspetto sovente critico per la persona che lascia l’Italia è che con l’iscrizione all’Aire va perso, tra altre cose, il diritto all’assistenza medica italiana. Ciò porta a difformità di comportamento da parte degli espatriati rispetto alle disposizioni e quindi a una distorsione delle statistiche.

Come si è mostrato in un precedente intervento, le statistiche Aire presentano valori più elevati rispetto a quelli dell’Istituto federale di statistica tedesco. Tale differenza ha superato recentemente il 25%. Ciò sorprende se si considera che la durata della residenza all’estero per l’iscrizione all’Aire è ben maggiore rispetto a quella richiesta dalle autorità tedesche e che la distorsione dovuta alla mancata iscrizione al fine di non perdere il supporto assistenziale italiano conseguente alla iscrizione all’Aire dovrebbe portare a una sottostima dei dati statistici.

La Redazione

© osservatorio_berlino la riproduzione di questo testo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: http://www.osservatoriodegliitalianiaberlino.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...